Annabella Rossi. La poetica della realtà

Immagine: 
Campania_Piazza di Pandola (AV)_Carnevale_Annabella Rossi_febbraio_1975
02/04 - 31/05/2026
Museo di Roma in Trastevere

Un racconto per immagini colte da una giovanissima Annabella Rossi che, appena venticinquenne, si misura con la Roma lontana dal centro storico

L’esposizione ripercorre l’attività di Annabella Rossi (1933-1984), figura centrale dell’etnografia e dell’antropologia, che ha trasformato la fotografia e il video in strumenti d'indagine scientifica e sociale, attraverso fotografie, spesso inedite, provenienti dal Fondo Annabella Rossi (ICPI-MuCIV).
Il percorso espositivo delinea un’indagine corale che parte dalla spedizione in Salento del 1959 con il famoso antropologo e filosofo Ernesto de Martino per approdare alle grandi inchieste nel Mezzogiorno dedicate alla religiosità popolare e alle feste tradizionali, tra le quali spicca l’imponente ricerca sul Carnevale. Quest'ultima, condotta tra il 1972 e il 1976, ha visto la partecipazione attiva degli studenti del suo corso di Antropologia Culturale all’Università di Salerno, trasformando il lavoro sul campo in un’esperienza di didattica collettiva. Lo sguardo di Annabella Rossi si posa con la stessa intensità sulla Roma periferica della fine degli anni ‘50 e sulla vita quotidiana di Trastevere, documentando gli aspetti delle culture marginali e popolari. 
Annabella Rossi ha così restituito dignità a un’umanità segnata dalla fatica, ma illuminata da una profonda innocenza che emerge con forza nei ritratti fotografici dove la partecipazione emotiva trasforma il documento in arte.
Ad arricchire l'esperienza sensoriale, il percorso ospita il film fotoritmico "Serenata d’arte varia" di Francesco De Melis: una musicalizzazione per voce e pianoforte delle sequenze di strada della studiosa, che trasforma l'immagine statica in un flusso vitale, restituendo il ritmo di una "vita anteriore" fatta di artisti di strada e numeri d'arte varia.

L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curata da Stefania Baldinotti, Massimo Cutrupi e Francesco Quaranta dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) del Ministero della Cultura, in collaborazione con il Museo delle Civiltà (MuCIV). 

ANNABELLA ROSSI (Roma, 1933 – 1984)
Etnologa e fotografa, Annabella Rossi è stata una figura di rottura nel panorama dell’antropologia italiana del secondo Novecento. Allieva e stretta collaboratrice di Ernesto de Martino, ha partecipato nel 1959 alla storica spedizione in Salento per lo studio del tarantismo, un’esperienza che ha segnato profondamente la sua metodologia di ricerca sul campo. Il suo lavoro, svolto nell’ambito del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari dove lavorò a partire dal 1961, si è distinto per l'uso pionieristico dei mezzi audiovisivi – fotografia, registrazioni sonore e videotape – intesi non come semplici sussidi, ma come strumenti primari e complementari dell’indagine scientifica. Al centro delle sue ricerche, condotte per circa un ventennio nell’Italia centro-meridionale, vi è la cosiddetta "cultura della miseria": Annabella Rossi ha documentato con sguardo militante la religiosità e le credenze, il tarantismo, il lavoro e la quotidianità, denunciando lo stigma della povertà di un’umanità marginalizzata dal boom economico. Tra le sue opere fondamentali si annoverano "Le feste dei poveri" (1969), Lettere da una tarantata (1970) e "Carnevale si chiamava Vincenzo" (1977), quest’ultimo frutto di una vasta ricerca in Campania realizzata con Roberto De Simone e con il coinvolgimento degli studenti dell'Università di Salerno, dove ha insegnato Antropologia Culturale dal 1971. La sua eredità è oggi custodita nel Fondo Annabella Rossi presso l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (ICPI) e il Museo delle Civiltà (MuCIV) di Roma.

L’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale ha come missione istituzionale la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale. Oggi, grazie ai nuovi e più moderni assetti del Ministero della Cultura e alla crescente attenzione dedicata a patrimonio immateriale dovuta alla Convenzione UNESCO 2003 e alla Convenzione di Faro, l'Istituto si configura come punto di riferimento per le comunità e i territori, ai quali offre collaborazione tecnica e sostegno scientifico nello sviluppo di attività destinate all’individuazione, alla salvaguardia e alla valorizzazione delle proprie eredità culturali. All’interno dell’Istituto operano i Laboratori e gli Archivi di fotografia e di antropologia visiva, che conservano una vasta ed importante documentazione fotografica ed audiovisiva realizzata a partire dagli anni '40 del secolo scorso da antropologi, documentaristi e cineasti attenti al mondo della tradizione.

Information

Place
Museo di Roma in Trastevere
Opening hours

Dal 2 aprile al 31 maggio 2026
Dal martedì alla domenica ore 10.00-20.00
Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
Giorni di chiusura: lunedì

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Entrance ticket

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Information

Telefono 060608 attivo tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.00

Type
Exhibition|Photography
Closed
Lun

Press Room

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